Cicloturismo

 

 

di Domenico Romano

Nel nostro paese la pandemia sta intaccando notevolmente la struttura economica di moltissimi imprenditori. La ricerca di nuovi modi di fare impresa sta ormai diventando una costante e allora perché non rivolgersi al mondo del cicloturismo?

Il campo offre notevoli spunti se non altro perché esso è in crescita costante, da almeno un paio di anni a questi parte.

Gli ultimi dati resi noto in uno studio Isnart-Unioncamere e Legambiente riportano che nel 2019 sono stati oltre 6 milioni le persone che hanno scelto la bicicletta per una vacanza, vacanza che prevedeva almeno un giorno fuori di casa.

Interessanti anche i dati relativamente alla provenienza dei cicloturisti, il 20% di essi partono dalla Campania, sul podio oltre quest’ultima regione anche la Lombardia e il Lazio.

La provenienza dei biker esteri vede invece al primo posto i ciclisti tedeschi, seguiti da Francesi e Inglesi, importante in termini di presenza anche i cicloturisti americani.

A spulciare i dati salta all’occhio la grande risorsa economica che tale modo di viaggiare genera, i numeri parlano che i cicloturisti lasciano in Italia oltre 7 miliardi di euro, una buona cifra anche se molto lontano dai 12 miliardi di euro che il movimento cicloturistico genera nella sola Germania. 

 

Domenico Romano
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Libertà a due ruote by Doroman

 

 

Di Domenico Romano

 

La bicicletta, un mezzo che forse rappresenta il primo approccio alla libertà assoluta.

Fin da bambini, quando alle due ruote i nostri genitori affiancavano le rotelle, la bici ha rappresentato lo strumento giusto per mettersi alla prova. Uno strumento che ha portato la prima difficolta, quella di superare l’insita paura delle cadute.

Chi non ricorda poi la fiducia che si doveva avere nel genitore, di solito il padre, che prometteva di non lasciare il sellino, cosa che invariabilmente succedeva.

E che dire delle prime cadute, i pianti da bambino per un ginocchio sbucciato, ma anche la forza d’animo di risalire su quella sella per riprovare li dove poc’anzi si era fallito.

La bicicletta di fatto è una palestra d vita, una palestra che forgia il carattere e lo rende sicuramente migliore.

Con la bicicletta in qualunque modo la si utilizzi d’altronde non puoi barare, non vi è un modo per convincerla ad andare avanti se non faticando, una fatica che ti ripaga con la soddisfazione di raggiungere i tuoi obiettivi.

La bici, cosi come la vita, ti insegna che non tutte le strade sono in discesa, che una scorciatoia può farti perdere tempo, che la presunzione non serve a nulla.

Ma la bici può essere anche altro, può essere un modo di viaggiare diverso e sicuramente più coinvolgente. Ed è proprio questo il cicloturismo, un modo di viaggio che unisce l’amore per la due ruote con il piacere di scoprire sempre posti nuovi.

La bici d’altronde è più veloce dei piedi ma molto più lenta dei moderni sistemi di trasporto, viaggiando e pedalando non si viaggia ma si fa parte del viaggio, si sentono gli odori dei paesi attraversati, si guardano i colori dei luoghi, si fa amicizia e si conoscono nuove culture.

Il cicloturismo negli anni ha conquistato sempre più persone, ritagliandosi uno spazio nel panorama dei viaggi avventurosi, viaggi nei quali nulla è scontato ma tutto è possibile.

I cicloviaggiatori sono coloro che non si spaventano della pioggia o del sole, che sono pronti sempre a trovare una soluzione, che hanno sempre la voglia di vedere un posto nuovo, di fare una chiacchiera e perché no di fermarsi due minuti con una birra ghiacciata in mano a guardare un panorama magnifico.

Perché alla fine come spesso molti dicono l’unica catena che rende liberi è la catena…della bicicletta.