
Foto della partecipazione a Cento Città contro il dolore, organizzata da Fondazione Isal e CFU Italia ODV di cui è partner ufficiale.

Le cose belle accadono!!!
Di Nunzia Giaimis
Accadono, così come è successo nel conoscere Domenico Romano. Una domenica, una radio privata ascoltata casualmente mentre stavo dipingendo. Un matto di nome Domenico Romano vuole andare in bici a Londra…. Scherza?, no fa sul serio .. perché? Per sfidare se stesso, per la passione per la bici, per tenere fede alla promessa/sfida fatta al figlio che vive a Londra e per dare voce ad alcune Associazioni di malati, per le quali Domenico si adopera parecchio.
Domenico è un Maresciallo della Finanza di mare che giornalmente, se il tempo lo permette, inforca la sua bici come mezzo di trasporto per andare a Milazzo e recarsi a lavoro.
E’ stato più forte di me, l’ho dovuto contattare, certo sarebbe stato difficile spiegare una malattia invisibile, ma è compito di noi malati farlo. E poi all’antivigilia della partenza sarebbe stato impossibile che potesse fare qualcosa per la mia Associazione. Lo contattai il giorno dopo, mi disse” dimmi di che si tratta, ho tutto pronto ma …”.
Due giorni dopo portai alla partenza a Spadafora dei cappellini col logo dell’Associazione. Nacque così l’avventura del Cfu Italia in “ A Londra….ma in bici”! E non meno importante un’amicizia, quando chiami, Domenico Romano risponde sempre: presente!
“ A Londra….ma in bici” è diventato un libro! Grazie Domenico, ad Maiora!
Di seguito l’intervista rilasciata alla Gazzetta del Sud
«Di tutto, alla fine, la cosa più difficile è mettere ordine nei pensieri. E questo vale anche a conclusione di un viaggio incredibilmente bello come quello che ho fatto io». La sua corsa in bici, da Spadafora a Londra, ha catalizzato per molto tempo l’opinione pubblica viaggiando per le cronache di tutta Italia. Perché lui, Domenico Romano, maresciallo della Guardia di finanza, non solo si era messo in testa di vincere la scommessa che aveva fatto con il figlio, ma voleva portare alto il valore della solidarietà, dando a quella pedalata vigorosa un significato nobile. E questa impresa, terminata con successo nel luglio del 2019, già raccontata sulle nostre pagine, con tanto di incontro con il console italiano a Londra, Marco Villani, ha avuto, come tutte le storie che lasciano con il fiato sospeso, un “to be continued” non annunciato: il racconto dell’ avventura storica nel libro “A Londra ma… in bici”, dove la protagonista è proprio lei l’amica a due ruote: la signora Miss Black. «L’idea – ricorda Romano – è nata quasi per gioco da una scommessa con mio figlio emigrato a Londra, che un giorno, sapendo quanti km macinassi in bici mi lanciò una sfida dicendo che voleva vedermi raggiungerlo pedalando. Andò bene. E per me, cicloturista quasi neofita alla soglia dei cinquanta, era un’ impresa che non mi passava nemmeno per l’anticamera del cervello. L’idea invece di raccontarla devo dire che è venuta cammin facendo e il lockdown mi ha aiutato. Ma non sapevo davvero da dove iniziare e probabilmente ero più terrorizzato dalla prova letteraria che dalla pedalata. Tuttavia, non sono partito “disarmato”, con me avevo un block notes dove annotavo tutto per evitare che i ricordi si sbiadissero».
E da Spadafora, si “vola”, e ci si immerge nei sapori di terre diverse, nei dialetti sussurrati di questa nazione variegata e frammentata, e via via si sale lungo lo Stivale e lo si oltrepassa, assaporando il sapore della conquista, grazie al mezzo speciale. «A volte nei miei discorsi lascio gli ascoltatori di stucco perché dico che esco con Miss Black. E poi spiego, per evitare fraintendimenti, che dopo mia moglie la seconda miss della mia vita è proprio la compagna a due ruote che ha un grande pregio. Lei, ti insegna che nella vita per farcela devi metterci del tuo, è incorruttibile, non la puoi pagare, né tanto meno convincere a portarti sulla strada o a inerpicarsi su per le salite. O fatichi o resti fermo». E la metafora di vita rispecchia in un gioco di sottili corrispondenze un argomento caro allo speciale biker, il valore del sacrificio da inculcare alle giovani generazioni, convinte che bisogna ottenere tutto con uno schiocco di dita: «Non voglio fare di tutta l’erba un fascio, ma parlo da padre di famiglia. Oggi vedo che le nuove generazioni sono attaccate al tik-tok, ai social, e sono ossessionate dal facile successo. Io credo, invece, che sia necessario invertire la narrazione e dire che senza studio e spirito di sacrificio non si va da nessuna parte».
Valori sani e buone notizie nell’esordio letterario di Romano, che senza prenderla di striscio, come si fa di solito con le curve, parla a muso duro ancora una volta di una rivoluzione copernicana che sarebbe necessaria nel giornalismo: «La domanda che mi attanaglia spesso è perché le brutte notizie fanno notizie, mentre le buone no? Io alla fine mi rendo conto che ho potuto portare in alto il mondo del volontariato solo perché ho fatto questa impresa per molti bizzarra, ma l’esercito del bene, prezioso, anche in questa fase di pandemia, è veramente nutrito e rimane sempre nell’ombra. Dovremmo tenerlo a mente». E prima di montare in sella, lo ricordiamo, il cicloturista sposò la causa della Misericordia di Spadafora, dell’Admo per promuovere la donazione del midollo osseo, del Comitato fibromialgici uniti, e della Onlus Fabrizio Ripa, nata grazie alla volontà di Giovanni, “papà coraggio” che ha perso l’amato figlio e ora dedica la sua vita a raccogliere fondi per la ricerca dei tumori infantili: «Anche questa volta – conclude – voglio dare il mio contributo e parte del ricavato della vendita del libro andrà alla Misericordia di Spadafora». E intanto Romano, con l’entusiasmo a mille, pensa alle prossime sfide: il Giro della Sicilia no stop in meno di 72 ore. E poi, il prossimo anno, Capo Nord.
INFO: per avere copia del libro potete contattare anche me!