La magia del Faggio
Si dice che… “Indossare il simbolo della foglia di Faggio sia sinonimo di saggezza e sicurezza “
Leggiamo insieme alcune notizie su questo maestoso, magico e utile albero.
Presso diversi popoli antichi, era emblema di saggezza e tradizione, legato all’ atto di trasmettere il sapere e alla conservazione della memoria.
Soffermatevi a pensare cosa potesse significare il faggio nella vita dei primi abitanti del vecchio continente.
Il fogliame e i frutti costituivano un ottimo, insostituibile, perenne nutrimento per gli animali. Il suo legno era una fonte di calore, certo, ma anche materia prima per la produzione di ogni genere di utensili. Il legno di faggio infatti può essere tornito facilmente, e poteva essere impiegato per fabbricare praticamente tutti gli oggetti quotidiani che oggi conosciamo come fatti in plastica, metallo e vetro: dalla lavorazione del legno di faggio si ottenevano ad esempio piatti e cucchiai, ma anche mobili e vasi, come descritto nelle Egloghe. Le faggete erano fonte di ombra ma anche di riparo dalle piogge per chi governava il bestiame nei boschi, esposto alle intemperie (il fogliame nelle foreste pure di faggio è così fitto che la pioggia fatica a passare liberamente).
Virgilio, nel celeberrimo incipit delle bucoliche “Tityre, tu patulae recubans sub tegmine fagi”, descrive uno dei protagonisti, Titiro, nell’atto di suonare uno strumento musicale seduto all’ombra di un faggio, a simboleggiare una situazione di sicurezza e protezione. Ed è lo stesso Titiro a spiegare al suo interlocutore come tale invidiabile stato di quiete sia stato offerto addirittura da un dio “Meliboee, deus nobis haec otia fecit”.
Ma non è necessario essere dei poeti classici per farsi rapire dalla magia di questo albero. Inoltrarsi in una faggeta pura è un po’ come entrare in una cattedrale gotica. Ci si lascia per un momento alle spalle il fragore della città e si penetra in un ambiente che ci trasporta in un’ altra dimensione, ordinata e raccolta, e ci invita al silenzio e alla meditazione. In un bosco di faggi tutto contribuisce a ricreare la stessa percezione di pace. I tronchi lisci e colonnari sono i pilastri della cattedrale: col loro portamento essenziale infondono una sensazione di ordine e forza. Le foglie, sostenute dalla volta dei rami a decine di metri di altezza, disegnano verdi navate sufficientemente fitte da schermare la luce, facendone filtrare al suolo solo la quantità sufficiente a rapire i nostri sensi, così come farebbero delle vetrate istoriate. A dominare su tutto è il silenzio, poiché lo spesso strato di fogliame al suolo attutisce i rumori facendo risuonare soltanto il fruscio dei passi del viandante, misurandoli e chiedendogliene ragione. Una cattedrale vivente che celebra la maestosità del bosco e della natura.







