Le pillole di Anna Scaglione (psicologa psicoterapeuta)

Storia di un bozzolo…
C’era una volta un bozzolo. Un giorno, in questo bozzolo apparve un piccolo buco.
Un uomo passava di lì per caso, si mise a guardare la farfalla che si sforzava di uscire da quel piccolo buco.
Passarono diverse ore.
Sembrava che la farfalla si fosse arresa ed il buco fosse sempre della stessa dimensione, sembrava che la farfalla non avesse più la possibilità di fare nient’altro.
Così l’uomo decise di aiutare la farfalla.
Prese un piccolo coltellino e delicatamente aprì il bozzolo.
La farfalla uscì immediatamente, ma il suo corpo era piccolo e rattrappito. Le sue ali erano poco sviluppate e si muovevano a stento.
L’uomo continuò ad osservare.
Sperava che, da un momento all’altro, le ali della farfalla si aprissero, capaci di sostenere il corpo, e che finalmente la creatura cominciasse a volare, ma non successe nulla.
La farfalla non imparò mai a volare.
Quell’uomo non sapeva che passare per lo stretto buco del bozzolo era lo sforzo necessario affinché la farfalla potesse trasmettere il fluido del suo corpo alle sue ali.
Era necessario per imparare a volare.
A volte, le attese e l’impegno sono ciò di cui abbiamo bisogno. Ogni ostacolo incontrato sul nostro cammino può diventare motivo di crescita, di forza, momento per scoprire in noi una forza nuova, un coraggio insperato.
Ogni ostacolo potrebbe insegnarci a volare dipende se lo vediamo come muro limitante o come trampolino…
Buon volo a tutti