Le Sagome di Desx

Di Mimmarosa Barresi

È SEMPRE IL 25 NOVEMBRE.
Desx (Luca Ximenes), MAI PIÙ VIOLENZA SULLE DONNE, murale, Roma, Quartiere di San Lorenzo, 2018. Ancora arte di strada, dopo le SCARPE ROSSE di Chauvet , per gridare, paradossalmente in silenzio, “Mai più violenza sulle donne”. Il messaggio, forte e inequivocabile, è lanciato dall’artista aquilano Desx (nome de guerre di Luca Ximenes, classe 1976), il quale l’8 Marzo 2018 a Roma, nel quartiere di San Lorenzo, in via dei Sardi, realizza un insolito murale contro la dilagante violenza sulle donne. Insolito sì, perché, contrariamente alla vivace policromia espressionistica propria della maggior parte degli artisti di strada, Desx opera una scelta monocromatica, affidando il suo messaggio di solidale denuncia ad un solo colore, il bianco, che si staglia, addirittura riluce, sullo sfondo terracotta del muro. Vi sono raffigurate centosette sagome di carta bianche, di donne che si tengono per mano. Tutte uguali, tranne che per la targhetta, apposta all’altezza del petto, dove sono riportati nome, data di nascita e data di morte (violenta) di ciascuna vittima. In alto, sopra di loro, la scritta sopracitata, che dà poi il titolo al murale. Una teoria muta di donne innocenti, anzi delle loro impalpabili impronte, sagome appunto, dietro le quali si indovinano vite e sentimenti e sogni, travolti e annientati dalla furia dei loro assassini. In fondo, anche la frase tracciata in cima al disegno è superflua, tale è la forza dell’immagine, che colpisce senza bisogno di alcuna mediazione didascalica. A distanza di tre anni esatti, l’8 Marzo, insieme con il restauro dell’opera suddetta, Ximenes realizza un altro murale sulla facciata laterale dell’ edificio posto sul lato opposto della via: ancora donne, quattro donne, che continuano a tenersi per mano. Hanno volti e corpi delineati, che però si affievoliscono trascorrendo dal centro all’estremità del disegno. Sono inoltre leggiadramente e lievemente colorate (in segno di speranza?), ma i loro piedi non toccano il suolo. A metà fra la vita e l’assenza della vita, presenti ma non presenti nello stesso momento, confermano e rafforzano il messaggio delle centosette bianche sorelle che stanno loro di fronte.