Teatro: il metodo Stanislavskij

A cura di Francesco Chianese
Nell’ultimo nostro incontro ho accennato alla famosa “quarta parete”. Stanislavskij, nel suo famoso quanto efficace Metodo, l’attore deve essere in grado di innalzare una immaginaria parete che separa il palcoscenico e chi vi recita dal pubblico, in modo di isolarsi totalmente raggiungendo così uno stato di “solitudine scenica”.
Ma chi è Stanislavskij, cos’ha di tanto importante il suo metodo rispetto ad altri.
Kostantin Sergeevic Alekseev nasce a Mosca il 5 gennaio del 1863.
Nel gennaio del 1885 assume lo pseudonimo di Stanislavskij. Lavora come attore fino al 1890 e dallo stesso anno fino 1898 si occuperà maggiormente della regia.
In questo periodo nasce il suo interesse per la “verità” nella messa in scena.
Sente la necessità di “riformare’ la recitazione enfatica e sciatta degli attori; di creare scene e costumi appropriati; di una regia importante.
Il 4 ottobre 1898 crea e inaugura un Nuovo Teatro: “Il Teatro d’Arte – Mcht” con un alto valore morale, cura della bellezza e che fosse accessibile a tutti.
Si profila il Metodo Stanislavskij:
– il “rivivere” in contrapposizione con il rappresentare: l’attore deve rivivere la vita del personaggio dall’interno fino ad annullare la sua;
– l’attore non deve avere mai bisogno del suggeritore, solo sapendo la sua parte a memoria si può rivivere;
– non esistono piccole parti, esistono piccoli attori”, ogni attore deve sentire l’importanza e la responsabilità del suo ruolo, anche se secondario;
– sottotesto: tutto ciò che il testo esprime a livello emozionale;
– prove a tavolino, ovvero individuazione del sottotesto da parte del regista e attori e discussioni (analisi del testo);
– le prime prove non servono ad apprendere il testo ma a comprenderlo a dargli vita.
Nel 1935 realizza l’importanza delle “azioni fisiche”: gli attori devono scegliere, improvvisando, quali azioni fisiche compirebbero se fossero il personaggio che interpretano nelle circostanze nelle quali questo si trova. Ad esempio: un sentimento deve trovare una corrispondenza in un’azione fisica, non può essere evocato solo psicologicamente.
Movimento e pensiero sono inscindibili (Cechiov).
Stanislavskij muore il 7 agosto 1938.
NB. Le fonti dal web
Francesco Chianese






