Teatro: tra finzione e realtà

Di Francesco Chianese
Anche nel Teatro esistono diverse scuole di pensiero. Una delle più spiccate diatribe è il comprendere se il Teatro è finzione o realtà. Qui la divisione è netta. Per molti tutto quello che si esercita sul palco è finto come finti gli attori sulla scena, per altri rappresenta la realtà.
In effetti, e questo è il mio umile pensiero, ma anche di altri prima di me, il Teatro è nel contempo finzione e realtà. Sulla scena si rappresentano momenti di vita reali che al momento della messa in scena non sono veri.
Un lutto, una gioia, un tradimento, l’odio, l’amore non sono invenzioni ma pezzi di vita reale che al momento non sono quelli da copione.
Qui, nasce una sostanziale differenza tra “attori” e “recitatori”.
Pur se bravi i recitatori “interpretano” i ruoli affidati dal regista,
entrano nella parte offrendo decorose esibizioni.
Appunto, però, recitano mettendo in risalto che di finzione si tratta.
Bravi senza dubbio, come ce ne sono tanti.
A differenza del recitatore l’Attore non recita. L’Attore vive la scena.
Non entra nel personaggio ma diventa quel personaggio (importante che lo faccia solo per il tempo della pièce, in caso contrario diventa diventa un serio problema).
Qui tutto quello che apparentemente è finto diventa realtà e lo spettatore resta coinvolto senza perdersi di concentrazione.
Ecco il compito dell’Attore: catturare l’attenzione del pubblico fino alla fine dello spettacolo.
Ma cos’è, in definitiva, il Teatro? Anche qui le risposte sono tante.
Io desidero dare una mia risposta: comunicazione.
Il Teatro è principalmente Comunicazione.
L’attore attraverso il suo personaggio comunica il suo stato d’animo, la storia. Attraverso il suo comunicare arricchisce il bagaglio culturale all’attento spettatore.
Sul Teatro c è tanto da dire e man mano vi spiegherò:
l’importanza della quarta parete,
il sapere dare un’identità al lavoro da svolgere,
l’attenta analisi del testo e di ogni singolo personaggio e altro ancora.
Alla prossima!







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