Zapatos Rojos; A Juàrez fu usata per la prima volta la parola femminicidio
È SEMPRE IL 25 NOVEMBRE.
Di Mimmarosa Barresi
Elina Chauvet, ZAPATOS ROJOS, Installazione, Ciudad Juàrez, 2009.
Dal chiuso degli atelier degli artisti che le hanno prodotto e/o delle sedi museali che le custodiscono, le opere di denuncia della minorità della condizione femminile e della insostenibile violenza troppo spesso perpetrata contro le donne, escono all’aperto, per le strade, per le piazze e si collocano nei luoghi più disparati delle città. Arte Pubblica. Così si chiama; la cui più nota performance è costituita da “Zapatos Rojos” (Scarpe Rosse), una installazione dell’artista messicana Elina Chauvet, che la realizzò per la prima volta a Ciudad Juàrez nel 2009. A Juàrez, tristemente famosa per essere la città che annienta le sue figlie, Chauvet ha raccolto e ordinato, appunto nel 2009, trentatré paia di scarpe, di ogni foggia e misura, ma tutte rosse. Ogni paio rappresenta una donna ed insieme la traccia della violenza che ha subito; una marcia di donne assenti, dunque, un muto corteo testimone del dolore oggettivo e soggettivo, del vuoto lasciato a livello familiare e sociale. Juàrez, per altro, città di confine nel nord del Messico, era terra di nessuno, tranne che dei trafficanti di droga e di esseri umani, culla di una cultura machista, dove centinaia di donne, impunemente, venivano rapite, violentate, assassinate. E pare che proprio a Juàrez sia stato usato per la prima volta il termine femminicidio. Non poteva che partire, dunque, da qui, e per volontà ed iniziativa di una donna messicana, il progetto “Zapatos Rojos” ; un progetto dalla innegabile fortuna, anche mediatica, che è approdato in Europa per la prima volta il 18 novembre 2012; e proprio in Italia, a Milano per l’esattezza. Da qui ha raggiunto molte altre città italiane ed europee, per diffondere il messaggio di Elina Chauvet e per dire basta alla violenza di genere ed ancor più alla indifferenza, alla scarsa considerazione (se vogliamo minimizzare) da parte delle autorità e, in fondo, anche della pubblica opinione.







